Il Conto Termico 3.0 è la nuova versione del meccanismo di incentivi statali gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per promuovere l’efficienza energetica negli edifici e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Si tratta di un incentivo a fondo perduto (contributo diretto in conto capitale) che copre in genere dal 40% al 65% delle spese ammissibili – percentuale che in alcuni casi specifici può arrivare al 100%. A differenza delle detrazioni fiscali (es. Ecobonus), il Conto Termico offre un rimborso immediato delle spese sostenute, senza dover attendere anni per recuperare il beneficio.
Introdotto inizialmente nel 2012 e aggiornato nel 2016 (Conto Termico 2.0), questo strumento è stato ulteriormente potenziato con la versione 3.0, pubblicata a fine 2025. Il nuovo programma ha un fondo annuale di 900 milioni di euro, di cui 400 milioni riservati alle Pubbliche Amministrazioni (PA). L’aggiornamento 3.0 amplia la portata degli incentivi per sostenere non solo privati e imprese, ma in particolare gli enti pubblici nel percorso di transizione energetica. Vediamo perché il Conto Termico 3.0 si rivela strategico per Comuni, Province e altri enti della PA.
Il Conto Termico 3.0 è disciplinato dal Decreto MASE 7 agosto 2025 (pubblicato in G.U. n.224 del 26/09/2025) e entrerà in vigore il 25 dicembre 2025. Entro 60 giorni da tale data, il GSE emanerà le nuove Regole Applicative e adeguerà il portale “PortalTermico” per gestire le richieste. Questa nuova versione sostituisce la precedente (D.M. 16/02/2016, Conto Termico 2.0) e ne potenzia le misure: infatti, oltre agli impianti per la climatizzazione efficiente e le rinnovabili termiche già incentivati in passato, ora vengono finanziati anche interventi di tipo edilizio sull’involucro degli edifici esistenti. In altre parole, il Conto Termico si configura sempre più come un’alternativa alle detrazioni fiscali per l’energy retrofit, pensata anche per le PA che non possono usufruire direttamente dei bonus fiscali.
Importante dal punto di vista normativo è l’allargamento dei soggetti beneficiari e delle tipologie di intervento. Possono accedere agli incentivi le Pubbliche Amministrazioni (inclusi gli Enti Locali e le Scuole, nonché le ESCo che operano per loro conto), ma anche soggetti privati (imprese, condomìni, cittadini) per determinati interventi. Il Conto Termico 3.0 equipara inoltre gli Enti del Terzo Settore alle PA ai fini dell’accesso, e introduce la possibilità di utilizzare gli incentivi tramite le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) o configurazioni di autoconsumo collettivo, ampliando gli strumenti di attuazione. Dal punto di vista regolamentare, sono stati aggiornati i requisiti tecnici di ammissibilità (allineandoli alle normative UE più recenti, es. Ecodesign) e sono stati rivisti i massimali di spesa per tenere conto dell’aumento dei costi di mercato. Tutto ciò rende il Conto Termico 3.0 uno schema più flessibile e attuale, in linea con gli obiettivi nazionali ed europei di decarbonizzazione.
Per le Pubbliche Amministrazioni, il Conto Termico 3.0 rappresenta uno strumento strategico per diversi motivi:
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