di Ing. Maurizio Bianco

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Come funziona l’accesso al Conto Termico 3.0 per le PA sarde: tempi, documenti, requisiti

Conto Termico 3.0 per le PA sarde

Il Conto Termico 3.0 è finalmente realtà, e offre alle Pubbliche Amministrazioni sarde un meccanismo snello per ottenere contributi a fondo perduto su interventi di efficienza energetica e rinnovabili. Ma come si traduce tutto ciò in pratica? Questa guida spiega come funziona l’accesso al Conto Termico 3.0 per un ente pubblico in Sardegna: dalle tempistiche di attuazione alle modalità di richiesta, dai documenti necessari ai requisiti da rispettare. Se lavori per un comune, una provincia o un ente regionale sardo e vuoi utilizzare questo incentivo per migliorare scuole, uffici o altri edifici, qui troverai le informazioni chiave per muovere i primi passi in modo corretto e senza intoppi burocratici.

Tempistiche di attivazione e durata dell’incentivo

Innanzitutto, è importante sapere quando il Conto Termico 3.0 è operativo. Il decreto attuativo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 settembre 2025 ed entrerà in vigore il 25 dicembre 2025 (90 giorni dopo)myenergy.it. Dunque, a partire da fine 2025, le PA possono iniziare a presentare richieste di incentivo per interventi ultimati dopo tale data o, come vedremo, anche prenotare incentivi per interventi futuri. Il GSE ha 60 giorni dall’entrata in vigore per aggiornare le Regole operative e adeguare il portale informaticomyenergy.it, per cui è presumibile che le prime domande pratiche potranno essere inserite nel PortalTermico GSE entro febbraio 2026.

Una volta ottenuto l’incentivo, questo viene erogato dal GSE in una o più tranche: se l’importo totale spettante è fino a 15.000 €, la PA lo riceve in un’unica soluzione; importi maggiori vengono corrisposti in rate annuali costanti, tipicamente su 2-5 anni a seconda della tipologia di interventolanuovasardegna.it. Per le PA che utilizzano la prenotazione (vedi oltre), sono previsti acconti: ad esempio, possono ottenere un anticipo di una o due rate durante l’esecuzione dei lavori, e poi il saldo a fine lavorimyenergy.it. L’arco temporale di erogazione massima è 5 anni (come nelle versioni precedenti del Conto Termico), ma molti interventi hanno incentivi spalmati in 2 o 3 anni. È bene quindi pianificare finanziariamente il progetto sapendo che il rimborso GSE arriverà in parte subito e in parte nei successivi esercizi.

Da notare che il Conto Termico non è un bando a scadenza: è una misura “a sportello” sempre aperta fino ad esaurimento fondi annui. Ad oggi la capienza annua (900 milioni €, di cui 400 per PA) è ampia e mai raggiunta completamente, ma conviene comunque non procrastinare la presentazione delle domande, per evitare il rischio di stop in caso di eccesso di richieste. Il consiglio per le PA sarde è di avviare le procedure il prima possibile nel 2026, sfruttando l’onda iniziale del Conto Termico 3.0.

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Requisiti di base per le PA sarde

Chi può accedere al Conto Termico 3.0? Per quanto riguarda i soggetti pubblici, sono ammessi: Amministrazioni Pubbliche in senso ampio (Comuni, Province, Regioni, ASL, enti ministeriali, scuole pubbliche, università, ecc.) nonché le ESCo che realizzano interventi per conto di una PA tramite contratto di servizio energia. In Sardegna, quindi, praticamente tutti gli enti locali e territoriali possono beneficiarne per gli edifici di proprietà e da essi utilizzatimyenergy.it. È importante che l’edificio oggetto di intervento sia di proprietà pubblica (o in alternativa che la PA ne abbia la disponibilità d’uso e sostenga la spesa): ad esempio, un comune può richiedere l’incentivo per una scuola comunale o anche per una scuola statale se ha in carico la manutenzione e bollette, ma non potrebbe richiederlo per un immobile privato dato in locazione al comune.

Un requisito chiave è che gli interventi rispettino le specifiche tecniche del decreto (Allegato I) e delle Regole GSE. Ad esempio, se si installa un cappotto termico, bisogna utilizzare materiali con determinati valori di trasmittanza isolante; se si sostituisce una caldaia con una pompa di calore, quest’ultima deve avere un COP minimo e la potenza adeguata alla dimensione dell’edificio, e così via. Inoltre per alcuni interventi, come l’isolamento termico, è richiesta una diagnosi energetica pre-intervento e un APE post-intervento che certifichi il miglioramento ottenutobiblus.acca.itbiblus.acca.it. Le diagnosi sono obbligatorie per interventi quali: cappotto termico, sostituzione infissi, schermature solari e trasformazione in NZEBbiblus.acca.it (oltre che per impianti termici oltre 200 kW). Nel caso delle PA, la buona notizia è che il Conto Termico incentiva esso stesso le spese di diagnosi energetica fino al 100% del loro costobiblus.acca.it, riconoscendo anche un anticipo del 50% sulle diagnosi da effettuare (per un massimo di 3 richieste annue per PA, 5 richieste per comuni >30.000 ab)biblus.acca.itbiblus.acca.it.

Riassumendo, i requisiti fondamentali sono:

  • Soggetto ammesso: Pubblica Amministrazione o ESCo operante per PA.

  • Edificio idoneo: proprietà pubblica (o uso pubblico) e già esistente; se di nuova costruzione non è ammesso, tranne casi di demolizione e ricostruzione (che è incentivata come intervento di efficienza).

  • Intervento ammesso: rientrante nell’elenco previsto (efficientamento involucro, impianti, illuminazione, fonti rinnovabili termiche, ecc.) e conforme ai requisiti tecnici minimi.

  • Documentazione tecnica: diagnosi energetica e APE quando richiesti; schede tecniche dei componenti; certificazioni di qualità per pompe di calore, caldaie, serramenti, ecc.; certificati di smaltimento per la vecchia caldaia se sostituita; dichiarazioni di conformità degli impianti realizzati.

  • Tempistica: i lavori devono essere completati entro un certo tempo prima della richiesta (per accesso diretto) o dopo la prenotazione (generalmente entro 12-24 mesi a seconda dell’intervento, proroghe possibili). Per esempio, una PA in accesso diretto deve presentare la domanda al GSE entro 60 giorni dalla fine lavori e collaudo dell’impianto.

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Modalità di accesso: diretto o tramite prenotazione

Le PA hanno due modalità per accedere al Conto Termico:

  1. Accesso diretto: l’ente esegue i lavori di efficientamento a proprie spese (o con altri fondi) e, una volta conclusi, invia la richiesta di incentivo al GSE entro 60 gg dall’ultimazione. Il GSE valuta la pratica ed eroga il contributo dovuto. In questo caso l’incentivo arriva dopo la realizzazione dell’intervento, in unica rata o rate annuali come detto. L’accesso diretto è consigliabile per interventi di piccola entità (es. sostituzione di una singola caldaia o di pochi climatizzatori) o quando si dispone già dei fondi per realizzare l’opera e si considera il Conto Termico come rimborso successivo.

  2. Accesso mediante prenotazione: è una caratteristica pensata proprio per le Pubbliche Amministrazioni. Consiste nel presentare al GSE una richiesta prima di avviare i lavori, allegando la diagnosi energetica e il progetto preliminare dell’interventobiblus.acca.it. Se la prenotazione viene accettata, il GSE impegna a bilancio l’incentivo e può erogare un acconto (fino al 50% per interventi che durano oltre un certo periodo)myenergy.it. La PA a quel punto ha la certezza del contributo e può far partire i lavori con maggiore tranquillità finanziaria. Una volta conclusi i lavori, la PA trasmette la documentazione finale e riceve il saldo. La prenotazione è molto utile per i comuni sardi che non dispongono subito dei capitali: ad esempio, il Comune di Sorso ha prenotato 1,4 milioni sul Conto Termico 2.0 prima di iniziare i lavori nella scuola Azuniunionesarda.it, integrando poi con i fondi regionali ottenuti; in questo modo ha avuto liquidità immediata dal GSE e la sicurezza di coprire parte dei costi. Attenzione però: se dopo la prenotazione l’intervento non viene realizzato nei tempi previsti (generalmente 12-24 mesi, prorogabili), l’incentivo decade. Serve quindi un buon coordinamento progettuale.

Dal punto di vista pratico, entrambe le modalità si gestiscono attraverso il PortalTermico sul sito GSE. La differenza sta nei moduli da compilare e nei documenti da caricare: per la prenotazione occorre inserire la diagnosi energetica iniziale, il progetto e il cronoprogramma, mentre per l’accesso diretto si caricano i documenti a consuntivo (fatture, APE finale, etc.). Nel portale è possibile seguire lo stato della pratica e interagire con il GSE in caso di richieste di integrazioni.

Documenti necessari per la domanda

Una domanda di Conto Termico per una PA sarda richiede una certa documentazione standard. Di seguito un elenco dei principali documenti da predisporre (possono variare leggermente a seconda dell’intervento e se accesso diretto o prenotazione):

  • Diagnosi Energetica (quando obbligatoria): relazione tecnica che descrive lo stato di fatto dell’edificio e individua gli interventi proposti con i relativi risparmi energetici. Deve essere firmata da un tecnico abilitato. Come detto, è obbligatoria per cappotto, infissi, NZEB e grandi impianti, ed è comunque buona pratica per capire dove intervenirebiblus.acca.it.

  • Attestato di Prestazione Energetica (APE) ante e post: per gli interventi dove richiesto, serve un APE pre-lavori e uno dopo i lavori, per certificare il salto di classe energetica. Ad esempio, trasformare un edificio esistente in NZEB richiede di mostrare il miglioramento dell’indice di prestazione energeticabiblus.acca.itbiblus.acca.it.

  • Schede tecniche e certificati dei componenti: vanno allegate le specifiche dei materiali e impianti installati. Esempio: scheda tecnica del pannello isolante usato, certificato CE e di conformità; per una pompa di calore, certificato EN 14511 o altri che ne attestino le prestazioni; per infissi, certificazione della trasmittanza termica; per caldaie, dichiarazione di rendimento e basse emissioni; per LED, certificati di efficienza luminosa, etc. Il GSE mette a disposizione un Catalogo di prodotti prequalificati: usare prodotti presenti in elenco velocizza la pratica poiché già conformilanuovasardegna.it.

  • Titolo di disponibilità: la PA deve attestare di avere titolo (proprietà o gestione) sull’edificio. Di solito una dichiarazione del dirigente o un atto di proprietà/catasto.

  • Delibere e atti amministrativi: ad esempio, la delibera di Giunta o determina a contrarre per l’esecuzione dei lavori, utile a dimostrare che l’ente ha approvato l’intervento e impegnato le somme.

  • Preventivi e fatture: nell’accesso diretto vanno caricate le fatture quietanzate delle spese sostenute. In caso di ESCo, la ESCo potrebbe anticipare i costi e poi la PA paga tramite canone: serve traccia di questi rapporti.

  • Dichiarazione di fine lavori e collaudo: un documento che attesta la data di conclusione interventi (importante per il rispetto dei 60gg di presentazione in accesso diretto). Per impianti rilevanti serve anche un verbale di collaudo o messa in esercizio.

  • Dichiarazioni di conformità (D.M. 37/08): ad esempio la dichiarazione dell’installatore per gli impianti elettrici, termici, fotovoltaici realizzati, che certifichi l’aderenza alle norme di sicurezza.

  • Documentazione fotografica: foto prima e dopo l’intervento, e di targhe/etichette di apparecchi installati (molto utile come prova).

  • Altri allegati specifici: se si rottama una caldaia, serve il certificato di avvenuto smaltimento; per biomasse, certificati sul pellet/legna utilizzata; per impianti complessi, eventuali schemi di progetto esecutivo.

Fortunatamente, il GSE fornisce modelli e guide per preparare tutta la documentazionegse.it. Inoltre, affidarsi a tecnici con esperienza o ESCo può semplificare molto il compito burocratico: ad esempio Twin Plus supporta le PA sarde predisponendo tutti i documenti a regola d’arte e caricandoli sul portale GSE, riducendo il rischio di errori o richieste di integrazione.

Esempio pratico di iter per un comune sardo

Per rendere concreto il processo, immaginiamo un esempio: il Comune di Macomer (NU) vuole sostituire le vecchie caldaie a gasolio di una scuola media con pompe di calore elettriche e installare 50 kW di fotovoltaico sul tetto. Ecco come potrebbe svolgersi l’iter:

  • Fase 1: Studio preliminare – Macomer incarica un tecnico (o Twin+) di fare una diagnosi energetica della scuola, che conferma il beneficio della sostituzione impianti e prevede un 50% di riduzione consumi. Si redige un progetto di fattibilità e si stima un costo di 300.000 € per l’intervento.

  • Fase 2: Prenotazione – Il Comune delibera l’intervento e presenta a gennaio 2026 la richiesta di prenotazione Conto Termico: allega diagnosi, APE ante, progetto e documenti amministrativi. Dopo circa 1-2 mesi, il GSE comunica che la prenotazione è accettata con incentivo previsto di 195.000 € (65% di 300k, Macomer >15k ab.). Viene erogato un acconto del 50% ovvero ~97.500 € subito.

  • Fase 3: Esecuzione lavori – Con la certezza del contributo e l’acconto ricevuto, Macomer espleta la gara e a metà 2026 partono i lavori. Entro fine 2026 le pompe di calore e il fotovoltaico sono installati, si fanno i collaudi, viene rilasciata la dichiarazione di conformità degli impianti e l’APE post-intervento (la scuola sale di due classi energetiche).

  • Fase 4: Domanda di accesso al saldo – Entro 2 mesi dalla fine lavori, il Comune invia tramite PortalTermico la documentazione finale: fatture pagate, foto degli impianti nuovi, APE post, dichiarazioni di conformità, ecc. Il GSE verifica tutto e liquida il saldo rimanente di 97.500 € (in un’unica rata nel 2027).

  • Fase 5: Gestione e monitoraggio – Il Comune ora gode dei risparmi energetici; dovrà mantenere gli impianti in esercizio per almeno 5 anni e tenere traccia dei consumi. Macomer vedrà dimezzate le spese di gasolio (ora eliminate) e ridotta la bolletta elettrica grazie al FV e alle pompe efficienti.

Questo esempio illustra come, nel giro di 1-2 anni, un ente locale possa andare dall’idea al risultato concreto utilizzando il Conto Termico 3.0, rispettandone tempi e requisiti.

Conclusione e call to action

Il Conto Termico 3.0 offre alle Pubbliche Amministrazioni sarde un percorso chiaro e sostenuto economicamente per realizzare la transizione energetica degli edifici. Conoscere come funziona l’accesso – le scadenze, le procedure e i documenti necessari – è il primo passo per evitare errori e ottenere rapidamente i contributi. Abbiamo visto che, pur richiedendo un po’ di preparazione tecnica (diagnosi, APE, progetto) e burocratica, lo strumento è collaudato e già utilizzato con successo da vari comuni isolani. Ora tocca a voi: identificate gli edifici da riqualificare, verificate i requisiti e preparate le vostre richieste.

Se tutto questo vi sembra complesso, non preoccupatevi: Twin Plus è a disposizione per guidare la vostra PA in ogni fase dell’iter Conto Termico. Dalla diagnosi iniziale alla compilazione della domanda sul portale GSE, il nostro team si occupa di tutti gli aspetti tecnici e amministrativi, garantendo un accesso agevole e sicuro agli incentivi. Abbiamo già assistito comuni sardi nell’ottenere fondi GSE (come nei casi di Sorso e Bottidda citati) e possiamo fare lo stesso per il vostro ente. Contattateci per una consulenza: vi aiuteremo a capire se i vostri progetti sono ammissibili, quali risparmi potete ottenere e prepareremo per voi una pratica Conto Termico 3.0 vincente, così da iniziare al più presto a risparmiare energia e denaro pubblico.

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Direttore Tecnico Dott. Ing. Maurizio Bianco
Ordine degli Ingegneri (Sassari) Iscrizione n.1674 del 26/03/2023

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